Idee

Se gli italiani non si fermano le cose non cambieranno

Scritto da Stefano

C’è una cosa che condivido con queste proteste iniziate il 9 dicembre: se gli italiani non si fermano non andreamo mai da nessuna parte.

Guardate il disegno che, usando tutte le mie abilità grafiche, ho fatto:

parcheggio

Questo disegno è una spaccato della mia quotidianità. Io sono la macchinina con scritto vicino Stefano, e quella macchinina deve uscire da un parcheggio e proseguire diritto.

Le macchinine ferme attendono quelle in movimento lungo la strada lascino un po’ di spazio per uscire.

Stefano, ogni sera, aspetta e aspetta e aspetta: nessuna delle macchinine ferme pensa di lasciare un piccolo varco. Perché? Forse immaginano che anche la macchinina di Stefano si metta in coda allo stop, rubando il posto.

Questi sono gli italiani

Prendete ora gli italiani dentro queste macchinine ferme allo stop e metteteli in posti decisionali. In azienda, in un ente pubblico, al governo. Quanta paura avranno di “perdere il posto”? E quanto saranno concentrati a non lasciar passare gli altri?

E’ una mentalità, un modo di vivere. Nocivo per alcuni, fruttuoso per altri.

Ma un paese con questa mentalità (che potrebbe sopravvivere a se stesso) deve ora confrontarsi con altri, una volta lontani per spazio e per lingua. E non è scontato che queste variabili esterne siano gestibili senza un deciso rigore interno.

Non sono un nazionalista (in fin dei conti nessun italiano lo è), ma resto convinto che sia sempre necessaria una auto sostenibilità locale, una coscienza che mi permetta di capire che non è possibile depauperare di risorse ed energie un territorio per… non perdere il posto.

Cambiari gli adulti è un percorso tortuoso, da tentare, ma complesso. A questo va affiancato un nuovo approccio alla società, alla politica, alla civiltà da “iniettare” nei più piccoli e forse un domani non ci prenderanno a bastonate perché con le pensioni gli mangiamo tutto lo stipendio.


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