Idee

Perché la protesta del 9 dicembre 2013 ha buone probabilità di fallire?

Scritto da Stefano

La protesta del 9 dicembre 2013 ha buone probabilità di fallire. Non tanto per i contenuti (anche se nel loro sito dovrebbero almeno indicare le richieste al governo, se non le possibili soluzioni), ma per la modalità con la quale viene portata avanti.

Quando si progetta qualcosa e si hanno degli obiettivi, bisogna mettersi nelle scarpe di tutte le persone coinvolte, direttamente o indirettamente, per valutarne gli effetti. Proviamo quindi a farlo in riferimento alla protesta del 9 dicembre 2013.

Oggi sono lungo la strada che passa per un presidio. Faccio un po’ di colonna (in alcuni caso molta colonna) e mi viene consegnato un volantino con delle spiegazioni. Ovviamente anche io, come la maggior parte degli italiani, concordiamo sulla necessità di una nuova politica. Ne siamo consapevoli da anni.

Su qualche punto possiamo essere perrplessi o in disaccordo, ma nessuno negherà che la situazione non è delle migliori e che va cambiata.

Questo animo di solidarietà verso i manifestanti viene però caricato anche del ritardo a causa del traffico. Quindi, sulla bilancia, da un lato entra il sostegno a chi protesta, dall’altro il disagio che subisco.

Disagio sì, perché qualcuno dovrà poi correre per riuscire a fare la spesa, per portare il figlio a calcio, per andare a prendere i bimbi dai nonni, per preparare la cena e poi volare alla riunione della scuola.

Il secondo giorno l’operazione si ripete. Al presidio mi dicono esattamente la stessa cosa, quindi non c’è nulla che si aggiunge, ma contemporaneamente si accumula il disagio per il ritardo che subisco. O, se sono stato previdente partendo prima, magari dovrò sacrificare del tempo di lavoro timbrando prima per arrivare in tempo per recuperarlo successivamente.

E’ un po’ come se qualcuno mi obbligasse a partecipare ad un comizio una secondavolta quando ci sono già stato il giorno prima.

E poi il terzo giorno e poi il quarto giorno. Il disagio si accumula e per quanto possa essere solidale con le motivazioni della protesta, il desiderio che il presidio venga tolto diventa sempre più forte e più facilmente mi dimenticherò della protesta appena finita perché il cervello l’ha spostata dalle cose potenzialmente positive alle cose negative.

Il programma della protesta

Una note a calce: nel sito dei presidi del 9 dicemre 2013 non c’è neanche un minimo riferimento alle richieste che si stanno avanzando al governo o in genere alla pubblica amministrazione. Non ci sono richieste e nemmeno ci sono proposte (al 19/12/2’13).

Verificate da voi.

Questo approccio è sbagliato perché non si è aperti alle critiche di chi possa essere contrario ad alcune delle idee, critiche che vanno sempre raccolte, analizzate e discusse.


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