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Il voto nelle pagelle, spiegato bene

Scritto da Stefano

I genitori non sanno che cosa è il voto che viene dato a scuola nelle verifiche e nelle pagelle.

Qualche flebile tentativo di spiegazione inizia a sentirsi anche se dovrebbe essere una cosa premessa ai genitori prima che inizi l’anno scolastico.

In breve: il voto non è nostro figlio.

La maggior parte di noi genitori, purtroppo, non l’ha ancora capito. La mia idea di voto è questa:

Il voto misura quanto uno studente ha compreso degli argomenti di una determinata verifica, o quando ha compreso di una specifica materia dall’inizio dell’anno al momento della pagella.

Purtroppo i genitori confondono il voto con un figlio incapace se è basso e con un figlio genio se è alto.

Recuperare subito

In questo modo, quando il voto è basso, si defilano dal loro compito di aiutarlo a recuperare quanto prima quella comprensione che non era sufficiente. Si deve impegnare lui di più, quando non sia il professore ad averlo preso di mira.

Poi, quando il monte di lacune accumulate diventa insostenibile, si deve ricorrere alle ripetizioni private. Perché è proprio incapace? No perché da solo non ce la fa più a recuperare.

Provate a restare indietro nel vostro lavoro e man mano accumulare ritardi su ritardi. Se non rimediate subito poi dovrete spaccarvi in due e probabilmente chiedere aiuto. O fallirete. Per uno studente è lo stesso, solo che la sua capacità di rendersi conto del ritardo è molto più limitata della nostra.

Il metodo

Spesso la mancanza accumulata non è dovuta solo al poco tempo passato sui libri, ma al metodo usato ed al piacere di sapere. Entrambi sono molto difficili da insegnare anche se sono le fondamenta.

Un genitore potrebbe sentirsi impotente davanti al problema di insegnare un metodo, ma non lo è. Il lavoro “normale”, compresa la gestione di una casa, è intriso di organizzazione e non è difficile riportarla sulle attività di uno studente.

Bisogna fare il piccolo sforzo di capire cosa sono i compiti per casa, quando vanno consegnati, quando ci sono le verifiche ed insegnare ad organizzarsi.

Potreste scoprire con grande soddisfazione di essere stati in grado di aiutare vostro figlio anche senza sapere un’acca delle materie che studia.

Chiaro, i ragazzi non vogliono aiuto, non vogliono organizzazione, non “vogliono” in generale. Ma questo lo sappiamo, non è quindi un problema, è un ostacolo che tutti i genitori devono affrontare.

Ora sapete

Ora sapete che se arriva un voto basso, è inutile una strigliata senza approfondire che cosa è mancato: difficilmente cambieranno le cose e la prossima volta andrà probabilmente peggio.

Quello che dovete fare e domandarvi, assieme, è come mai non aveva capito la materia, riprendere assieme in mano l’argomento e capire come lo ha studiato (metodo), se gli piace o no, che cosa potrebbe esserci di interessante in quella materia.

Non aspettate l’esito del prossimo argomento, riprendente subito quello che ha creato un problema, anche se non sarà più oggetto di verifiche o interrogazioni.

La matematica e le lacune propaganti

Ci sono materie e materie. La matematica e altre simili hanno un problema serio quando ci si “prende indietro”, per cui il recupero deve essere veramente immediato quando si verifica un problema.

L’esempio è molto semplice: puoi fare le moltiplicazioni in colonna se non sai fare le addizioni?

No.

In matematica si imparano una serie di strumenti (sia meccanici che logici) che servono per gli argomenti successivi. Una volta creata una lacuna, questa si propaga per tutto il resto dell’anno scolastico, creando continui problemi.

E poi per gli anni successivi.

Se non si interviene subito la materia diventerà un fardello da trascinare fino alla fine dell’anno sperando in una sufficienza.

Sicuramente la scuola ha dei doveri, ma i figli sono i nostri, quindi noi ne abbiamo molti di più.


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Stefano

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