Perché le start-up sono destinate a fallire in Italia

Per definizione una start-up è una azienda che si basa su un progetto da sviluppare, tipicamente qualcosa di nuovo, per trasformarlo in una vera e propria attività imprenditoriale.

Proprio per la tipologia “innovativa” di questi progetti, le start-up sono società che necessitano continua evoluzione ed investimento, a differenza di altri tipi di affari il cui modello è noto a priori.

In Italia queste società sono destinate a fallire non appena iniziano a funzionare. Vediamo il perché.

startup

Tu hai una start-up e lavori molto per consolidare la tua idea, le relazioni, i processi del tuo lavoro. Il primo anno non guadagni nulla, magari solo quel minimo per coprire le spese.

Il secondo anno, se la tua idea ed il tuo lavoro funzionano, inizi a guadagnare. Supponiamo che tu riesca a fare un incasso netto di 100.000 euro, giusto per avere dei numeri tondi. Sei contento ma l’anno successivo arriva il momento di pagare le tasse. Sappiamo che in Italia tra INPS e tasse sui redditi va via il 50% (sempre un numero tondo per facilitare le cose).

Ottimo, mi restano in tasca 50.000, che, diviso 12, sono 4.000 euro al mese. Sarebbe un giusto profitto per chi ha una attività con il rischio imprenditoriale, quindi con la possibilità che le cose vadano male, senza ferie pagate o malattia coperta.

Peccato che quando paghi le tasse sul guadagnato, paghi anche l’anticipo su che cosa guadagnerai (ipotetico), ovvero paghi il 100% o più delle tasse dovute per l’anno precedente.

Ricordiamoci che siamo una start-up, abbiamo appena iniziato a guadagnare.

Devi quindi mettere tutto il tuo netto a disposizione dello stato. Non ti resta in tasca nulla. E’ un prelievo preventivo fatto in due rate (giugno e novembre) tanto per evitare che tu scappi via con i soldi. Così, se l’anno dopo chiudi baracca, le tasse le hai già pagate.

Ma sei una start-up, hai un alto rischio se non continui a investire nell’evoluzione della tua idea. Chi si trova in un regime più agevole (altra nazione), ti può velocemente copiare e superare.

E quindi muori.

Ma c’è una soluzione?

Io non sono un economista e non lo so, certamente le tante parole volte a diminuire la pressione fiscale che da sempre la classe politica usa, sarebbero forse utili se trasformate in fatti. Ma la mia opinione è che la diminuzione della pressione fiscale non ha alcun senso se non cambi il modo nel quale spendi i soldi delle tasse.

Per le piccole start-up si potrebbe introdurre un pagamento delle tasse quadrimestrale. Ogni 4 mesi (o altro intervallo) fai la tua dichiarazione del reddito e paghi le relative tasse. Chiaramente sarà necessario un momento di conguaglio, ma ti permetterebbe di evitare anticipi consistenti che finiscono con soffocare l’attività. O questo anticipo potrebbe essere relativo ad un solo quadrimestre o meno permettendoti di entrare nel corretto regime anticipato-dovuto-rimborsato in tempo brevi e non dopo due anni.

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