Aboliamo gli errori grammaticali

Chi l’ha detto che acqua si scrive con la “cq”? E che quadro va con la “q” mentre scuola va con la “c”? Chi l’ha detto che perché ha bisogno della è accentata? Mica usiamo gli accenti tonici nelle altre parole, la pronuncia la sappiamo a memoria (e l’abbiamo imparata senza studiarla).

Tutte queste regole inutili hanno due effetti negativi:

  1. spreco di tempo per impararle: la lingua serve per comunicare non per celebrare se stessa (se stessa si può scrivere anche senza il “se” accentato)
  2. causano stress perché vengono segnati con un lacerante rosso nei temi dei ragazzi (che poi se ne fregano e scrivono xke negli SMS)

Io propongo di abolire le regole grammaticali inutili, quelle che rispettate o no, non fanno cambiare il significato e la capacità comunicativa di una parola o di una frase.

Immagino sia difficile stabilire che cosa si può tenere e che cosa no. I congiuntivi devono essere tenuti? Per ora penso di sì, ma un “cq” è irrilevante in una parola. Anche la distinzione tra “q” e “c” è irrilevante: quando li pronunciate li distinguete? No.

Io eliminerei anche gli accenti: quanta arretratezza nell’informatica pagano le nazioni che nella loro lingua hanno gli accenti? La prima tabella dei caratteri non li conteneva e spesso gestire informaticamente i testi in lingua produce disastri cosmici. Se imparo la differenza tra “vèstiti” e “vestìti” senza mettere gli accenti sulle vocali, vuoi vedere che non posso imparare a pronunciare perché con l’accento sulla e senza che lo stesso ci sia?

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