10 regole per i blog, la pubblicità e l’etica

Oggi ho partecipato al Social Family Day di Mamma Che Blog. Cosa ci facessi io ad un raduno di mamme blogger (per passione o per professione o per entrambe) è facile rispondere: sono il marito di una di loro, il marito di PF (così Elena lo chiama quando mi chatta si Skype: “Stefano, emergenza, PF non risponde!!!”).

L’evento è stato molto interessante perché hanno sviluppato alcuni temi cari alle mamme blogger, quelle donne che, mamme, usano o provano ad usare la rete anche come lavoro.ù

Monetizzazione ed etica

Uno degli argomenti che sempre interessa è la monetizzazione del blog, ovvero “come cavolo ci guadagno con il mio sito”? E qui si entra in un mondo semplice e complesso allo stesso tempo: semplice perché mettere un banner in un sito è questione di 10 secondi, complesso perché trovare l’azienda che vuole metterlo, quel maledetto banner, non è facile.

La discussione si fa più complessa quanto entra in gioco l’etica della blogger: ma io la pubblicità la devo mettere? Devo fare dei redazionali pagati? Non sto “imbrogliando” le mie lettrici? Non sto sostenendo un marchio del quale magari non conosco nulla (se non quanto mi paga l’articolo o il banner)?

La cosa si fa più difficile quando il blog parla di argomenti delicati, come una malattia: le aziende sono utili perché producono qualcosa che mi aiuta, ma nel contempo ci guadagnano sulla mia difficoltà. E ne siamo tutti più che coscienti.

Quindi la blogger si domanda: ma non sto speculando proprio sulla difficoltà di qualcuno quando mi pagano un banner o un redazionale? E se quel prodotto poi si rivela una ciofeca, non sto contemporaneamente sputtanando il mio nome?

Un personal brander (si dice così?) per prima cosa ti chiederebbe: che problema risolvi con il tuo sito (o in genere tu, perché non sei solo un blog)? Quella è la tua “mercanzia”, passatemi il termine, ed il blog potrebbe solo essere una sostegno alle tue competenze, non il canale diretto da quale arrivano i soldi.

La tua capacità di trovare una soluzione per un certo problema, consolidata dentro il blog che rafforza la tua autorità e credibilità nel campo, può essere usata altrimenti: interviste, articoli per la stampa, consulenze, partecipazione a convegni e via dicendo.

Ovviamente cose pagate, perché la tua competenza si deve pagare. Ed in questa prospettiva, la tua attività non sarà più quella di scrivere solo nel blog, ma di “promuoverti” direttamente con i potenziali “clienti”.

Ma se mi interessa solo monetizzare il blog?

Se questa è l’unica strada che si vuole tentare, magari perché è l’unica che mi posso concedere (*) io valuterei questi punti:

  1. per ogni difficoltà che abbiamo cerchiamo dei prodotti o servizi che sono tipicamente offerte da aziende e professionisti
  2. aziende e professionisti lo fanno per guadagnare, ma (salvo gli imbroglioni) sono per me molto utili se non indispensabili
  3. un sito che parla della mia difficoltà e mi fa conoscere un prodotto correlato mi sta aiutando ad avere uno spettro più ampio di possibilità per stare meglio
  4. è importante tenere separata la presentazione di un prodotto e le mie opinioni: io non dico che funziona, ti faccio sapere che c’è
  5. rifiuto i prodotti, ma non necessariamente tutto il marchio, per quelli che non ritengo utili per aiutare i miei lettori
  6. mi sento libera di parlare male di quel prodotto se scopro che non funziona (che il produttore sia in buona fede o no)
  7. mi do una regola: mai in un mio articolo metto un link che porta alla presentazione di quel prodotto perché non voglio indurre l’idea di caldeggiarne l’acquisto (visto che l’ho recensito a pagamento)
  8. in ogni recensione esprimo chiaramente che la mia è una presentazione di un prodotto che si rivolge a chi ha la specifica difficoltà
  9. metto tutti questi articoli in una categoria specifica (ma li elenco in home page, potrebbero essere un aiuto per i miei lettori)
  10. faccio una pagina dove spiego questi punti e la mia filosofia nel condurre il blog

Sono dieci osservazioni che mi paiono un buon punto di partenza e che cercano di lasciare il lettore al centro. Che dite?

(*) Se lo vuoi lo puoi fare

Riguardo il fatto che la monetizzazione del blog sia l’unica via che mi posso concedere, dicendo questa cosa vi assaliranno con indicazioni del tipo “quello che si vuole fare lo si riesce a fare“. Quindi puoi partecipare a convegni, eventi, interviste, eccetera.

Io sono fortemente contrario.

Ogni persona ha una lista di cose che deve e che vuole fare. Molti voci di questa lista non sono compatibili e chi guarda da fuori spesso non le conosce o le mette in un ordine diverso dal nostro. Bisogna essere coraggiosi e rispettare il proprio ordine (ragionato) di priorità anche andando contro alle mode e alle spinte di arrivare.

Certe scelte pagano sul lungo periodo, magari più lungo della propria vita.

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