1 regola di sicurezza per escursioni in solitaria

La triste notizia di un appassionato di mountain bike che ha perso la vita durante una escursione in solitaria, e trovato solo dopo tanto tempo, mi ha fatto riflettere.

Eescursioni che presentano possibili rischi andrebbero fatte in coppia (anche la semplice passeggiata in montagna), ma spesso non si ha un compagno con il quale condividere l’esperienza e si va da soli.

In caso di incidente diventa problematico prima di tutto sapere che una persona si è fatta male e in secondo luogo scoprire dove si trova.

Il dove è un elemento importante per far arrivare i soccorsi, ma è anche l’elemento più incerto: quando si esce è facile cambiare idea sul proprio percorso iniziale e magari condiviso con chi è rimasto a casa rendendoci introvabili.

Uno strumento importante è il nostro telefonino che ha il GPS e la capacità di comunicare la propria posizione.

Esistono sicuramente applicazioni realizzate per lo scopo (vediamo poi una caratteristica importante che dovrebbero avere), ma ultimamente anche Google Maps prevede la possibilità di condividere con qualcuno la propria posizione.

E’ una funzionalità relativamente recente (è vero, esisteva nelle prime versioni e poi era stata sospesa) e permette di impostare il telefono per condividere per un certo tempo la propria posizione con altri.

Si può quindi, prima di uscire, impostare le mappe per condividere la posizione con qualcuno che è a casa in modo che, se succede il peggio, possa sapere qualcosa di più del percorso e dell’ultima posizione raggiunta.

Trovate qui le istruzioni.

Anche Il Messenger di Facebook sembra avere questa funzione di condivisione automatica della posizione, ma mentre scrivo la mia versione non mostra ancora questa caratteristica.

E se non c’è rete?

Ovviamente chi va in montagna sa che il problema principale è l’assenza di rete. A noi però non interessa la posizione esatta, interessa perlomeno una indicazione di dove può essere la persona. Se ad un bivio quella persona cambia idea sul percorso, sapere che è passato a destra piuttosto che a sinistra dà già molte informazioni utili ai soccorritori.

La connessione di rete spesso è scarsa e non permette di navigare, ma se anche c’è quel minimo di trasferimento dati funzionante, piccole informazioni come le coordinate potrebbero comunque essere trasmesse.

Ci vorrebbero gli SMS

Gli SMS sono una tecnologia vecchia, ma quando non funziona il traffico dati potrebbe funzionare il normale “telefono” vecchia maniera. E quindi ci sono buone probabilità che funzionino gli SMS.

Una applocazione di condivisione della posizione che funzioni con gli SMS in caso di mancanza di rete dati, potrebbe essere molto interessante, non so se ne esistano.

Conclusione

Se andate via da soli, avendo queste tecnologie, usatele, potrebbero fare la differenza.

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