Idee

Cinesi: ci interessa lavorare con voi perché impariamo molto

L’altra sera, su Rai 1, è stato trasmesso un programma che indagava sulla situazione delle piccole imprese della riviera del Brenta. Imprese per lo più terziste di grandi marchi che stanno vivendo una doppia crisi: lo spostamento delle manifatture in Cina (o altri paesi) e la continua apertura di nuovi terzisti cinesi.

Le nuove fabbriche in Cina

Nel dossier hanno fatto un giro anche in Cina, visitando in particolare una azienda che produce capi di moda per noti marchi occidentali. Una fabbrica moderna, pulita, dove non vale più il luogo comune dell’operaio sfruttato e messo a lavorare in condizioni disumane.

A dire tutta la verità in quella fabbrica lavorano sempre  sei giorni alla settimana, e non è stato detto quante ore al giorno. La fabbrica stessa è dotata di dormitori, dove dalle 4 alle 6 persone condividono una stanzetta. Anche i bagni sono ovviamenti comuni come tutti gli altri spazi. Certo, non si è obbligati a stare lì.

Nonostante questo e nonostante noi non accetteremmo mai di vivere in quelle condizioni, il tenore di vita in Cina si sta alzando costringendo i grandi marchi a cercare altrova manodopera a basso costo. Bangladesh, Pakistan, India.

Ma i cinesi sono pronti alla perdita delle commesse occidentali. Il direttore della fabbrica, infatti, ha intrapreso con l’azienda un percorso per migliorare costantemente la qualità imparando da noi. Proprio per questo ci tengono ad essere le nostre mani per più tempo possibile: una volta acquisito quando basta, hanno in piano di passare dalla produzione pura al design e alla distribuzione. A quel punto le commesse occidentali non serviranno più.

Nel frattempo le abilità manifatturiere se ne saranno andate completamente dalla nostra memoria e potremmo solo acquistare quanto fatto all’estero. Sostanzialmente ci stiamo depauperando da soli delle nostre abilità.

Alla visita della fabbrica cinese è seguita una breve intervista ad un rappresentante degli imprenditori della riviera del Brenta che ha detto una cosa molto interessante:

Non abbiamo oro, non abbiamo petrolio, non abbiamo materie prime. L’unica cosa che abbiamo è la nostra capacità e la nostra inventiva nel trasformare. E la stiamo buttando via.

Amen!


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Stefano

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