Raccolta differenziata ad Acerra: roba da non credere

Prima di sparare un po’ ad altezza uomo è assolutamente necessario fare i complimenti al comune di Acerra (poco meno di 60.000 abitanti) che è riuscito a portare la raccolta differenziata dei rifiuti al 62% con il recupero degli stessi porta a porta.

C’è un però. Anche la cittadina dove abito io, 20.000 abitanti circa, fa la raccolta differenziata e già dal 2006 è al livello del 73%. La vera differenza è che una è in provincia di Napoli e l’altra è in provincia di Vicenza. Non è una polemica nord-sud è solo una constatazione che lascia un po’ l’amaro in bocca: quanti anni ci vogliono percopiare chi ha trovato una soluzione che funziona? Bisogna aspettare il 2012 per sgranare gli occhi di meraviglia davanti ad una raccolta differenziata che dovrebbe essere attiva da una eternità?

La cosa mi fa un po’ specie: è come se in queste Olimpiadi 2012 tutti esultassero per Federica Pellegrini che batte un record del mondo… vecchio e già superato da decine di altri atleti!

Va bene, è ovvio che complimentarsi con chi raggiunge un obiettivo anche se in ritardo, è assolutamente utile per stimolarlo a continuare su quella strada e farlo sentire nel gruppo di chi ce l’ha fatta.

Il modello di Acerra ha un difetto

Il difetto della differenziata del comune di Acerra, e probabilmente di molti altro comuni, sono le isole ecologiche. Quando porti del materiale nell’isola ecologica, questo viene pesato e tu guadagni punti (a quanto si capisce) da “spendere” nei negozi convenzionati.

Io ho qalche piccola osservazione:

  1. i negozi convenzionati ci rimettono o la convenzione significa che qualcuno paga la differenza?
  2. questo modello a punti non incita forse a produrre più immondizia (pur essendo valido per incitare la differenziazione)?
  3. è un modello che ha un percorso evolutivo ed educativo a produrre meno immondizia e differenziata? Oppure finito il giochino dei punti tutto torna come prima?

Non leggetele come domande “cattive”, ma lungimiranti. Io vengo da una esperienza dove prendo la multa se non differenzio: devo usare sacchi semitrasparenti per il secco così che si può vedere che cosa ci ho messo dentro. Nessuno mi ha mai dato punti per fare quello che è naturale e civile fare, ma fin da quando ero bambino (30 anni fa) mi hanno insegnato a separare la carta dalla plastica e dal vetro. Era quello che si poteva fare allora, 30 anni orsono, oggi si separa l’alluminio, dal ferro, dala plastica, dalla carta, dall’umido e dal secco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 Avvisami di nuovi commenti