Cosa sa di voi Facebook? (vi state sbagliando)

Se la domanda vi sembra ovvio perché sapete benissimo cosa avete dentro il vostro profilo Facebook, bene, vi state sbagliando.

Se qualcuno vi chiedesse “che cosa sa di te Facebook”, potreste velocemente dare una risposta:

  1. i dati che gli ho dato (nascita, dove vivo, come mi chiamo, quali sono i miei famigliari, la lista dei miei amici, se ho una lista di amici più stretti, quali sono)
  2. i miei gusti sbirciando tra libri, film e personaggi favoriti
  3. eventualmente le cose che mi piacciono perché ho premuto “mi piace” da qualche parte

Ma se qualcuno vi chiedesse: “Facebook sa che cosa fai nella rete al di fuori della tua pagina Facebook?“, cosa rispondereste? Sì o no?

Prendiamo questo blog personale dove c’è un articolo su esercizi da fare in casa per curare la sciatica. Supponiamo che voi siate andati su quella pagina proprio perché soffrite di sciatica e su quella pagina ci sia il bottone “mi piace” di Facebook.

Voi non premete quel bottone, perché non vi interessa, ma quel bottone NON è del sito, quel bottone è di Facebook. E’ di Facebook perché Facebook vi mostra se avete in precedenza premuto “mi piace” o no.

Come fa a saperlo? Perché quando vi collegate a Facebook avete probabilmente scelto l’opzione “resta collegato” che vi permette di andare alla vostra pagina senzascrivere indirizzo email e passoword ogni santa volta:

Quella scelta permette a Facebook di riconoscervi anche quando andate in altri siti, se questi ultimi utilizzano, ad esempio, il bottone “mi piace”.

E se non registrasse solo il “mi piace”?

Se Facebook non si limitasse a registrare il vostro eventuale “mi piace” su una pagina ma si mettesse da parte il fatto che voi avete visitato quella pagina? Non è difficile catalogare i contenuti di una pagina, nel nostro caso “salute/sciatalgia” e sapendo questo non è difficile proporvi una pubblicità che parla di sciatalgia.

C’è qualcosa di male?

Forse no, forse sì, come al solito dipende da come vengono utilizzate queste informazioni: se un giorno potessero essere usate per fare discriminazioni… a voi il giudizio.

Solo Facebook fa queste cose?

No, ci sono altri sistemi più subdoli e uno di questi si chiama Google. Avete la posta su Gmail? Utilizzate Google Plus? Credete di non usarlo ma invece siate comunque connessi a Google?

Moltissimi siti utilizzano i servizi Google, dal bottone “+1” al sistema di analisi del traffico chiamato “Analytics”: anche loro quindi possono raccogliere dati sula vostra navigazione in rete e di conseguenza identificare i vostri possibili gusti. Mai notato che su certi siti appare pubblicità di argomenti ai quali vi siete interessati di recente?

Come mi posso difendere?

Innanzi tutto bisogna essere coscenti che non siamo eremiti e che abbiamo bisogno dei servizi di altri e per averli bisogna cedere delle informazioni: anche andando in negozio e comperando certi prodotti diamo informazioni sui nostri gusti e non possiamo non farlo.

Se proprio vogliamo proteggerci un po’ dirante la navigazione, si può usare un browser pulito, con il quale non si è fatto login su Facebook, oppure usare un browser in modalità anonima.

 

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