Oggi sono capitato in questo articolo che parla di fisica, quella scienza a molti estremamente ostica ed incomprensibile, ma che dovrebbe essere studiata almeno un po' per capire il mondo femminile.

Leggendolo non potevo non ricordarmi di quando anche io ero giovane e scrivevo stupidaggini con il mio amico P. Una di queste stupidaggini è stata la teoria dell'attrazione tettale. credevo di averla riportata in questo blog, ma non l'avevo mai fatto. Potevo esimermi dal farlo? No.

Attrazione tettale - 8 agosto 1998 - CAFI (comitato assaggiatori fritole italiane)

L'occhio, nella sua collocazione, è un sistema mobile molto sensibile. Con il presente articolo gli autori vogliono mostrare come la sensibilità; di questo sistema sia tale da essere influenzato anche da piccole perturbazioni gravitazionali.

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L'idea prese forma in un giorno dell'estate del 1998 mentre stavamo lavorando nei laboratori del Covole. La considerazione fondamentale era l'aver notato un dato di fatto: gli uomini, tendenzialmente, poggiano spesso lo sguardo sul seno delle donne, soprattutto su quelli di dimensioni fuori norma (vedi ISO9887 e segg.). Perché?

La spiegazione Darwiniana vuole che sia una questione di evoluzione: una donna formosa notoriamente è più adatta alla maternità (nel caso specifico per l'abbondanza di latte) e quindi attira l'uomo più di una con poco seno. Questo è vero e la presenza di eccezioni non fa altro che mantenere corretta la statistica (oltre che indicare come la moda riesca a soverchiare taluni basilari istinti).

Questo punto di vista, pur essendo soddisfacente, trascura un basilare principio della fisica cosmologica che va a sommarsi all'effetto dell'istinto: due masse distanti r si attirano con una forza proporzionale al prodotto delle masse stesse e inversamente al quadrato della distanza. Ora è indubbio che le mammelle siano due masse, due masse che tendono a concentrare materia in un punto del corpo creando uno "sbilanciamento". Lo scriviamo tra virgolette perché non è certo un errore la locazione del seno, ma solo per indicare la massa non assume una distribuzione uniforme nella sua lunghezza, ma tende ad avere un picco in certe zone.

Consideriamo poi gli occhi: sono due masse, reletivamente piccole, ma che hanno la proprietà di essere mobili, come una sfera all'interno di un guscio. Quindi un minimo momento applicato a questi organi produce una rotazione. E' ciò che fanno i muscoli che permettono di spostare la direzione del nostro sguardo. E' facile verificare che la forza da applicare è molto bassa in quanto l'occhio non presenta particolari attriti, anzi si può dire che sia ben lubrificato al suo esterno. Ne consegue che questi muscoli non devono assolutamente essere particolarmente sviluppati, anzi, devono più che altro essere veloci e, di conseguenza, non sono in grado di opporre grandi resistenze ad azioni esterne che tendano a modificare la posizione del globo oculare.

Ed ecco famose attrazioni tettali...

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