Se c'è una cosa terribile della società è la totale mancanza di fiducia negli altri. Ciò è in parte giustificato dalle esperienze negative che la gente vive, spesso nei confronti delle persone dalla quali ci si deve aspettare un comportamento rispettoso e non lo si ottiene (politici in prima fila, come sempre).
Dall'altra parte, l'individualismo spinto porta con sé due conseguenze primarie: l'una è quella di non condividere per la paura che ci venga fregato qualcosa, la seconda è che fregare qualcosa ad un altro per il proprio successo è considerato furbizia, non ingiustizia.
In queste condizioni è effettivamente difficile fidarsi. Ma se non si rompe la catena...
Si può iniziare con un approccio nuovo e un po' rischioso: credere nella buona fede e nella correttezza di un altro (ovviamente dando la propria) fino a prova contraria. Senza cadere nella più totale ingenuità, ci si può porre (con intelligenza) in modo più positivo e meno diffidente con le altre persone.
Questo porta anche le altre persone a fare altrettanto. Se poi qualcosa va storto (ovviamente parliamo di cose piccole, non reati) faceva parte del rischio preso con quella persona: lo dobbiamo mettere nel cassetto eliminando il rancore e mantenendo solo il risultato, ovvero che "a quello" non darò ulteriormente fiducia.
Se però le cose vanno bene, il rapporto risulterà molto più solido e l'effetto "fiducia" aumenterà da ambo le parti creando un legame positivo. Non solo: affrontare un rapporto (di qualsiasi tipo) con fiducia nell'altra parte, porta a condividere "di più", anche quelle cose che "avrei tenuto nascosto per sicurezza". Questa maggiore condivisione dà maggiore valore al rapporto rendendo magari duraturo qualcosa che altrimenti si sarebbe sciolto.
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