Il modello del cane nel lavoro

Una delle più grandi disgrazie del genere umano è stato quello di addomesticare i cani.

I cani sono affettuosi ed ubbidienti, ma hanno un modello comportamentale molto pericoloso: se capiscono che gli stai per lanciare una palla si agitano felici scodinzolando pronti allo scatto per recuperarla.

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Questo modello non è pericoloso per i cani, lo è per noi, perché lo applichiamo alle altre persone, specialmente nel mondo del lavoro.

Quasi sempre una attività è composta da tanti passaggi che coinvolgono più persone. Il cliente che commissiona un restauro all’architetto, che lo gira alla ditta edile, che subappalta ai singoli artigiani.

Tutti si aspettano che chi riceve un lavoro sia come la cagnolina di casa: sempre pronta a rincorrere la palla appena lanciata. La differenza è che un cane non ha altri impegni, non deve preoccuparsi del cibo che trova sempre pronto nella ciotola, può defecare dove vuole perché qualcuno poi pulisce, può dormire se gli va o correre avanti e indietro tutto il giorno.

Il modello del cane pronto alla scatto ha quindi una serie di elementi di contorno obbligati che non sono applicabili alle persone.

E di conseguenza, applicando questo modello, è facile trovarsi in mano una cacca fumante da pulire invece di un lavoro ben fatto.

Non per nulla si dice “lavorare da cani”.

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