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<title>Energie rinnovabili ed alternative</title>
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<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 19:50:34 +0000</pubDate>
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<title>Spegni quella TV (non lasciarla in stand by)</title>
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<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 19:50:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono sempre di più gli elettrodomestici in casa che non si possono spegnere totalmente e che quindi, anche se non usati, consumano energia. La televisione e lo stereo sono al primo posto. Ma ormai anche il microonde completamente digitale, il forno con l&#8217;inutile orologio, il PC sono dei terribili succhia energia.
Ecco quindi un punto interessante [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre di più gli elettrodomestici in casa che non si possono spegnere totalmente e che quindi, anche se non usati, consumano energia. La televisione e lo stereo sono al primo posto. Ma ormai anche il microonde completamente digitale, il forno con l&#8217;inutile orologio, il PC sono dei terribili succhia energia.</p><p><span id="more-209"></span></p><p>Ecco quindi un punto interessante sul quale riflettere perché, spesso, questi apparati in &#8220;stand by&#8221; consumano qualche watt, non qualche decimo di watt.</p><p>Facciamo un calcolo al volo: se tutti gli elettrodomestici che abbiamo in casa e che hanno lo &#8220;stand by&#8221; consumano in totale 10 watt, sono 240 watt/ora al giorno. Ogni 100 giorni sono 24 kw/h. Se non ho sbagliato i calcoli (a voi lascio le correzioni ed i pomodori in faccia nel caso servano), potrebero essere l&#8217;equivalente di 24 pizze (considerando di utilizzare un kw/h per pizza - secondo me ne servono meno).</p><p>Mica male, eh?</p>]]></content:encoded>
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<title>Fotovoltaico già alla fine?</title>
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<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 10:49:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il titolo è volutamente un po&#8217; polemico, per invitare i lettori ad esprimere la loro opinione in merito ad alcune questioni.
La prima è la questione nucleare: il nuovo governo vuole rilanciare il nucleare, il petrolio aumenta sempre di più ed in modo incontrollato. Il fotovoltaico non è attualmente la risposta al problema energetico (questo non [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo è volutamente un po&#8217; polemico, per invitare i lettori ad esprimere la loro opinione in merito ad alcune questioni.</p><p>La prima è la questione nucleare: il nuovo governo vuole rilanciare il nucleare, il petrolio aumenta sempre di più ed in modo incontrollato. Il fotovoltaico non è attualmente la risposta al problema energetico (questo non significa che non lo possa essere) e c&#8217;è quindi il rischio che incentivazioni ed investimenti si spostino altrove (sia da parte dei governi che da chi ha i soldi per finanziare gli impianti).</p><p>La seconda riguarda la speculazione, in particolare sui terreni e sui progetti che è in atto nell&#8217;ambito fotovoltaico. Il costo al metro quadrato del terreno quando lo si voglia destinare ad impianti fotovoltaici, i canoni d&#8217;affitto alti, al quantità di vincoli sul territorio che spesso affiorano solo quando si vorrebbe fare effettivamente l&#8217;impianto, sono motivo innanzi tutto di non economicità dei progetti e poi di disillusione per chi in qualche modo ci crede.</p><p>Che ne pensate?</p>]]></content:encoded>
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<title>50 modi per aiutare il pianeta e risparmiare energia</title>
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<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 21:38:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho trovato questa bella pagina che riassume in piccole schede 50 modi per risparmiare energia. Le definirei meglio delle abitudini da predere o da migliorare, se già le abbiamo. E&#8217; in inglese, ma abastanza semplice da leggere.
Leggetela qui.
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<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato questa bella pagina che riassume in piccole schede 50 modi per risparmiare energia. Le definirei meglio delle abitudini da predere o da migliorare, se già le abbiamo. E&#8217; in inglese, ma abastanza semplice da leggere.</p><p>Leggetela <a href="http://www.50waystohelp.com/">qui</a>.</p>]]></content:encoded>
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<title>Il ritorno del carbone in Europa visto dagli USA</title>
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<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 09:20:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi ho letto un lungo (ed interessante) articolo sul New York Times che nella sezione scienza fa una breve analisi del ritorno del carbone come fonte di produzione di elettricità nella &#8220;ecologica&#8221; Europa.
L&#8217;articolo prende spunto dalla conversione di una centrale ad olio combustibile a Civitavecchia in una centrale a carbone. L&#8217;articolo spiega come il carbone [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho letto un lungo (ed interessante) articolo sul New York Times che nella sezione scienza fa una breve analisi del ritorno del carbone come fonte di produzione di elettricità nella &#8220;ecologica&#8221; Europa.</p><p>L&#8217;articolo prende spunto dalla conversione di una centrale ad olio combustibile a Civitavecchia in una centrale a carbone. L&#8217;articolo spiega come il carbone sia il combustibile più sporco in assoluto tra quelli fossili, sia come emissione di particolato sia come emissione di anidride carbonica.</p><p>Le nuove centrali a carbone (verso le quali moltissimi sono contrari) hanno risolto il problema del particolato, ma non c&#8217;è ancora una strada chiara per limitare significativamente l&#8217;emissione di anidride carbonica.</p><p><span id="more-204"></span></p><p>Esperimenti sono stati intrapresi per lo stoccaggio della stessa in depositi soterranei, ma nulla è stato ancora costruito su scala industriale.</p><p>Il ritorno al carbone non è solo un problema italiano, anche la germania si sta attrezzando. D&#8217;altronde con le fortissime impennate del costo del petrolio, dei cartelli tra i produttori di petrolio e gas naturale, diviene difficile trovare alternative immediate che coprano effettivamente il bisogno energetico.</p><p>I fronti su cui lavorare intensamente, comunque, ci sono: rinnovabili sia da un punto di vista di utilizzo di quello che già c&#8217;è e ricerca per migliorarne l&#8217;efficienza. Risparmio energetico spinto su vasta scala.</p><p>L&#8217;articolo del NYT è un po&#8217; critico si questa strada intrapresa dall&#8217;Europa ed è interessante vedere come questa analisi non ricordi che gli Stati Uniti sono attualmente il paese più inquinanete e sprecone, soprattutto, quando si parla di risorse energetiche.</p><p>L&#8217;articolo in inglese lo trovate <a href="http://www.nytimes.com/2008/04/23/world/europe/23coal.html?ref=science">qui</a>.</p>]]></content:encoded>
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<title>L&#8217;Italia dell&#8217;idrogeno comincia in Puglia con Rifkin</title>
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<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 08:14:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per chi lo avesse perduto, l&#8217;articolo di Repubblica che annuncia in Puglia una rete di distributori di idrogeno è da leggere.
Sostenuto dal grande e convinto promotore delle energie alternative basate sull&#8217;economia dell&#8217;idrogeno, Jeremy Rifkin, in Puglia dovrebbe nascere la prima &#8220;mini&#8221; rete di distributori di idrogeno e idrogeno-metano. Probabilmente la prima rete al modo di [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi lo avesse perduto, l&#8217;articolo di Repubblica che annuncia in Puglia una <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/ambiente/rifkin-idorgeno-italia/rifkin-idorgeno-italia/rifkin-idorgeno-italia.html">rete di distributori di idrogeno</a> è da leggere.</p><p>Sostenuto dal grande e convinto promotore delle energie alternative basate sull&#8217;economia dell&#8217;idrogeno, Jeremy Rifkin, in Puglia dovrebbe nascere la prima &#8220;mini&#8221; rete di distributori di idrogeno e idrogeno-metano. Probabilmente la prima rete al modo di questo tipo di distributori.</p><p>Ovviamente non credo avrenno per ora un numero di clienti significativo, anche se le auto convertite a metano negli ultimi due anni, quindi con impianti recenti, dovrebbero, secondo l&#8217;articolo, essere compatibili con l&#8217;idrogeno-metano, una miscela dei due gas.</p><p><span id="more-200"></span></p><p>Sono piccoli passi, io li definisco piccoli esperimenti che dovrebbero cominciare ad aprire i sentieri del prossimo futuro dove le fonti alternative devono diventare importanti.</p><p>L&#8217;idrogeno come elemento chimico per lo sotccaggio di energia è sicuramente interessante e vi sono ancora molti problemi da risolvere (è un gas molto volatile che richiede alte pressioni per l&#8217;immagazzinamento). Probabilmente il futuro delle alternative non avrà un solo filone, almeno per i prossimi anni, ma vedrà una serie di tecnologie combinate che dovranno sfruttare le varie fonti naturali e trasformarle in energia.</p>]]></content:encoded>
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<title>Bandi per energie alternative dai comuni</title>
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<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 09:43:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho visto con piacere l&#8217;iniziativa del consorzio comuni virtuosi dove sono presenti diversi progetti in corso o già realizzati di &#8220;virtuosismo&#8221; ambientale.
In particolare vi sono alcuni bandi dedicati alla ottimizzazione energetica di alcuni comuni, che possono essere interessanti come materiale di riferimento per altri comuni o esempi per aziende che lavorano nel campo.
E&#8217; sempre lodevole [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto con piacere l&#8217;iniziativa del consorzio <a href="http://www.comunivirtuosi.org/">comuni virtuosi</a> dove sono presenti diversi progetti in corso o già realizzati di &#8220;virtuosismo&#8221; ambientale.</p><p>In particolare vi sono alcuni bandi dedicati alla ottimizzazione energetica di alcuni comuni, che possono essere interessanti come materiale di riferimento per altri comuni o esempi per aziende che lavorano nel campo.</p><p>E&#8217; sempre lodevole l&#8217;iniziativa delle singole istituzioni, anche se continuo a ribadire che un piano energetico nazionale &#8220;serio&#8221; sia l&#8217;unica via per una vera ottimizzazione energetica a livello di territorio nazionale.</p>]]></content:encoded>
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<title>Il nucleare rilanciato: che ne pensate?</title>
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<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 17:42:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho letto questo piccolo articolo sul rilancio del nucleare in Italia con osservazioni dirette più alle capacità dell&#8217;Italia di gestire la tecnologia nucleare che ai problemi stessi della fissione e delle scorie.
Ve lo segnalo perché vale la pena farci una riflessione.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto questo <a href="http://www.mettivia.it/ambiente/nucleare-in-italia-berlusconi-lo-rilancia-ma-facciamo-bene-ad-avere-paura">piccolo articolo</a> sul rilancio del nucleare in Italia con osservazioni dirette più alle capacità dell&#8217;Italia di gestire la tecnologia nucleare che ai problemi stessi della fissione e delle scorie.</p><p>Ve lo segnalo perché vale la pena farci una riflessione.</p>]]></content:encoded>
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<title>Il difficile percorso europeo delle rinnovabili e della quote di emissione</title>
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<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 06:50:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questo interessante articolo  della Nuova Ecologia si parla della borsa UE delle emissioni di CO2, sistema che dovrebbe aiutare l&#8217;Europa a raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Obiettivi che metteranno alla prova le industrie su due piani: il primo cominciare ad aggiornarsi per diminuire la produzione di CO2 (cosa che finora pochi stanno facendo) e [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In questo interessante <a href="http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/clima/8987.php">articolo</a>  della Nuova Ecologia si parla della borsa UE delle emissioni di CO2, sistema che dovrebbe aiutare l&#8217;Europa a raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Obiettivi che metteranno alla prova le industrie su due piani: il primo cominciare ad aggiornarsi per diminuire la produzione di CO2 (cosa che finora pochi stanno facendo) e la seconda per non farsi soppiantare dalla concorrenza estera che, in certi paesi, non avrà &#8220;il problema&#8221; delle quote di emissione.</p><p>La UE cercherà di tenere presente in particolare quest&#8217;ultimo problema, per non mettere in crisi certi settori produttivi. Ma sembra che verrà mantenuta una linea &#8220;dura&#8221;, con obiettivi importanti.</p><p><span id="more-196"></span></p><p>E questo è positivo, per non ritornare alle parole scritte sulla carta, ma mai applicate. Obiettivi alti che dovrebbero portare a qualche risultato (come nella scuola: pretendi 10 e avrai 5, pretendi 20 a avrai 10).</p><p>Discorso simile per le quote di produzioni rinnovabili, che saranno fissate paese per paese in funzione del PIL e speriamo anche in funzione delle possibilità e delle tipologie di fonti rinnovabili utilizzabili in ogni zona.</p><p>Vi rimando all&#8217;articolo per ulteriori approfondimenti.</p>]]></content:encoded>
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<title>Integrazione architettonica del fotovoltaico</title>
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<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 08:23:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
<category><![CDATA[Conto energia]]></category>
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<description><![CDATA[Gli incentivi per l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici non sono dovuti tutti allo stesso modo, ma possono cambiare significativamente a seconda dell&#8217;integrazione che viene fatta tra l&#8217;impianto e la struttura edile.
Il GSE ha emesso un interessante documento dal titolo &#8220;Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento
dell’integrazione architettonica del fotovoltaico&#8221; che spiega in dettaglio le varie [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gli incentivi per l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici non sono dovuti tutti allo stesso modo, ma possono cambiare significativamente a seconda dell&#8217;<strong>integrazione</strong> che viene fatta tra l&#8217;impianto e la struttura edile.</p><p>Il GSE ha emesso un interessante documento dal titolo &#8220;<strong>Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento<br />
dell’integrazione architettonica del fotovoltaico</strong>&#8221; che spiega in dettaglio le varie tipologie di integrazione, con esempi e fotografie.</p><p><span id="more-195"></span></p><p>Il documento in formato PDF è scaricabile da <a href="http://www.gsel.it/ita/Pubblicazioni/20071210_SCHEDENEW.pdf">qui</a>. E&#8217; una serie di schede per un totale di 46 pagine che spiegano l&#8217;integrazione architettonica totale e parziale.</p>]]></content:encoded>
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<title>L&#8217;orologio della terra in tempo reale</title>
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<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 16:31:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
<category><![CDATA[Generale]]></category>
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<description><![CDATA[Volete sapetre cosa sta succedendo alla Terra in tempo reale e in numeri? Ad esempio, quanti siamo in questo momento e come sta crescendo il numero di persone, quanta anidride carbonica (CO2) stamo emettendo e come sta salendo lentamente la temperatura globale?
O la produzione di immondizia, il petrolio che stiamo estraendo, quanto stiamo deforestando.
Per tutto [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Volete sapetre <strong>cosa sta succedendo alla Terra</strong> in tempo reale e in numeri? Ad esempio, quanti siamo in questo momento e come sta crescendo il numero di persone, quanta anidride carbonica (CO2) stamo emettendo e come sta salendo lentamente la temperatura globale?</p><p>O la produzione di immondizia, il petrolio che stiamo estraendo, quanto stiamo deforestando.</p><p>Per tutto questo c&#8217;è l&#8217;<a href="http://www.poodwaddle.com/clocks3.htm">orologio della terra</a>, una pagina molto carina (della quale però non conosco l&#8217;attendibilità) che fa i conti in tasca alla Terra e quindi in tasca nostra!</p>]]></content:encoded>
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