In questo interessante articolo della Nuova Ecologia si parla della borsa UE delle emissioni di CO2, sistema che dovrebbe aiutare l’Europa a raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Obiettivi che metteranno alla prova le industrie su due piani: il primo cominciare ad aggiornarsi per diminuire la produzione di CO2 (cosa che finora pochi stanno facendo) e la seconda per non farsi soppiantare dalla concorrenza estera che, in certi paesi, non avrà “il problema” delle quote di emissione.
La UE cercherà di tenere presente in particolare quest’ultimo problema, per non mettere in crisi certi settori produttivi. Ma sembra che verrà mantenuta una linea “dura”, con obiettivi importanti.
E questo è positivo, per non ritornare alle parole scritte sulla carta, ma mai applicate. Obiettivi alti che dovrebbero portare a qualche risultato (come nella scuola: pretendi 10 e avrai 5, pretendi 20 a avrai 10).
Discorso simile per le quote di produzioni rinnovabili, che saranno fissate paese per paese in funzione del PIL e speriamo anche in funzione delle possibilità e delle tipologie di fonti rinnovabili utilizzabili in ogni zona.
Vi rimando all’articolo per ulteriori approfondimenti.