Energie rinnovabili ed alternative

Non se ne parla molto per tanti motivi, e probabilmente non ultimi gli interessi delle case automobilistiche. Ma sapete la differenza di inquinamento tra un diesel e una macchina a benzina?
Clicca qui per continuare »

Leggo alcuni commenti alle famose domeniche ecologiche che ci sono state in molte località italiane, con il blocco più o meno importante del traffico.
Tra i commenti si leggono:

  • Nessun miglioramento dell’aria
  • Tanti disagi e i livelli sono quelli di prima
  • Ingorghi per nulla…

Io sono d’accordo con questi commenti,ledomeniche ecologiche da un punto di vista ambientale non servono a nulla: fermare il traffico in modo parziale un giorno, in particolare un giorno non lavorativo, a cosa può mai servire? Clicca qui per continuare »

Il segretario generale dell’europen biodiesel board (EBB) ho sollevato la questione della concorrenza sleale fatta dagli Stati Uniti nei confronti dei produttori europei di biodiesel.
Il biodiesel americano,infatti, avrebbe un tale numero di sussidi governativi da essere assolutamente concorrenziale anche sulle piazze europee.

La cosa è interessante sotto molti aspetti e continuo a chiedermi come sia possibile che quella nazione che non ha mai voluto sottoscrivere i trattati per la diminuzione dell’inquinamento, sia sempre alla ribalta nel campo delle rinnovabili. E l’europa sta a guardare? Se il biodiesel estero rovina il mercato (con lo scopo di prenderselo, questo mercato) basta imporre dei balzelli sull’importazione di quel tipo di carburante.
D’altronde il biodiesel è un esempio di carburante molto legato alla produzione locale e che tale dovrebbe rimanere.

Jeremy Rifkin parteciperà alla mostra d’oltremare a napoli il 24 marzo, durante una ocnferenza intitolata: “Le scelte di politica energetica regionali e il modello di sostenibilità ambientale campano”. Rifkin, per chi ancora non lo conosce è un esperto mondiale dei problemi energetici e autore di alcuni libri sul tema.

E’ interessante capire come mai uno dei paesi più restii ai vari trattati per migliorere l’ambiente (gli USA) sfornino poi esperti in materie che sono invece così sentite da paesi come l’Italia e la Germania. Mi piacerebbe vedere la nascita di pesonaggi europei di spessore e caratura mondiale cheportino fuori esperienze ed opinioni nel settore (con tutto il rispetto di Rifkin che ha tuttala mia stima, anche perla sua capacità di mettersi in posizioni particolarmente all’avanguardia).

Ci sono alghr che hanno la capacità di utilizzare l’anidride carbonica (come fanno tutte le piante) con la fotosintesi e di produrre olio. Questo olio poi può essere convertito a sua volta in biocarburante creando una catena energetica. Altre informazioni su questo sito.

Il costo dei pannelli ultimamente era cresciuto anche a causa della indisponibilità degli stessi dopo le campagne tedesche di incentivazione. Ma ora, secondo le ultime indagini, c’è la cina che ci darà una mano con una forte crescita industriale nella produzione di pannelli e moduli fotovoltaici.

Finiremo così per comprare a basso prezzo anche questi come comperiamo i jeans alle bancarelle del mercato. C’è però una considerazione importante da fare: la qualità dei pannelli sarà importante perché questi occupano un sacco di spazio, anche se spesso inutilizzato, e devono durare per anni per essere ammortizzati. Quindi una certa attenzione dovrà essere dedicata durante l’acquisto perché i jeans anche se si strappano li butti via, il pannello per quanto economico, no.

Ci manca anche questa: Viktor Vekselberg, russo, proprietario della Renova ha messo le basi per un progetto di produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia (solare, eolica e da biomasse) per poi venderla nel sud europa. il progetto si chiama Avelar energy, ed è una società del gruppo Renova.

Insomma, il mio commento è scontato: finiremo con il NON essere in gradi neppure di gestire le nostre risorse energetiche e dovremo farlo fare ad altri? Io non sono per la chiusura dei confini, anzi, ma sicuramente le “cose” è necessario imparare a farle, non solo a commercializzarle. spero non perderemo questo treno delle energie rinnovabili così come abbiamo fatto con tante tecnologie, diventano terreno buono solo per le sedi di grandi multinazionali che vendono i loro prodotti, ma li ingegnerizzano a casa loro (vedi l’informatica).