Energie rinnovabili ed alternative

Sono sempre di più gli elettrodomestici in casa che non si possono spegnere totalmente e che quindi, anche se non usati, consumano energia. La televisione e lo stereo sono al primo posto. Ma ormai anche il microonde completamente digitale, il forno con l’inutile orologio, il PC sono dei terribili succhia energia.

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Il titolo è volutamente un po’ polemico, per invitare i lettori ad esprimere la loro opinione in merito ad alcune questioni.

La prima è la questione nucleare: il nuovo governo vuole rilanciare il nucleare, il petrolio aumenta sempre di più ed in modo incontrollato. Il fotovoltaico non è attualmente la risposta al problema energetico (questo non significa che non lo possa essere) e c’è quindi il rischio che incentivazioni ed investimenti si spostino altrove (sia da parte dei governi che da chi ha i soldi per finanziare gli impianti).

La seconda riguarda la speculazione, in particolare sui terreni e sui progetti che è in atto nell’ambito fotovoltaico. Il costo al metro quadrato del terreno quando lo si voglia destinare ad impianti fotovoltaici, i canoni d’affitto alti, al quantità di vincoli sul territorio che spesso affiorano solo quando si vorrebbe fare effettivamente l’impianto, sono motivo innanzi tutto di non economicità dei progetti e poi di disillusione per chi in qualche modo ci crede.

Che ne pensate?

Ho trovato questa bella pagina che riassume in piccole schede 50 modi per risparmiare energia. Le definirei meglio delle abitudini da predere o da migliorare, se già le abbiamo. E’ in inglese, ma abastanza semplice da leggere.

Leggetela qui.

Oggi ho letto un lungo (ed interessante) articolo sul New York Times che nella sezione scienza fa una breve analisi del ritorno del carbone come fonte di produzione di elettricità nella “ecologica” Europa.

L’articolo prende spunto dalla conversione di una centrale ad olio combustibile a Civitavecchia in una centrale a carbone. L’articolo spiega come il carbone sia il combustibile più sporco in assoluto tra quelli fossili, sia come emissione di particolato sia come emissione di anidride carbonica.

Le nuove centrali a carbone (verso le quali moltissimi sono contrari) hanno risolto il problema del particolato, ma non c’è ancora una strada chiara per limitare significativamente l’emissione di anidride carbonica.

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Per chi lo avesse perduto, l’articolo di Repubblica che annuncia in Puglia una rete di distributori di idrogeno è da leggere.

Sostenuto dal grande e convinto promotore delle energie alternative basate sull’economia dell’idrogeno, Jeremy Rifkin, in Puglia dovrebbe nascere la prima “mini” rete di distributori di idrogeno e idrogeno-metano. Probabilmente la prima rete al modo di questo tipo di distributori.

Ovviamente non credo avrenno per ora un numero di clienti significativo, anche se le auto convertite a metano negli ultimi due anni, quindi con impianti recenti, dovrebbero, secondo l’articolo, essere compatibili con l’idrogeno-metano, una miscela dei due gas.

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Ho visto con piacere l’iniziativa del consorzio comuni virtuosi dove sono presenti diversi progetti in corso o già realizzati di “virtuosismo” ambientale.

In particolare vi sono alcuni bandi dedicati alla ottimizzazione energetica di alcuni comuni, che possono essere interessanti come materiale di riferimento per altri comuni o esempi per aziende che lavorano nel campo.

E’ sempre lodevole l’iniziativa delle singole istituzioni, anche se continuo a ribadire che un piano energetico nazionale “serio” sia l’unica via per una vera ottimizzazione energetica a livello di territorio nazionale.

Ho letto questo piccolo articolo sul rilancio del nucleare in Italia con osservazioni dirette più alle capacità dell’Italia di gestire la tecnologia nucleare che ai problemi stessi della fissione e delle scorie.

Ve lo segnalo perché vale la pena farci una riflessione.