Come il lavoro uccide la paternità
Ieri sera quando sono tornato dal lavoro ho fatto due calcoli sul tempo che mi resta e quello che passo con V., mia figlia ancora piccola. E le conclusioni non mi sono piaciute.
Passo 9 ore al giorno al lavoro (8 di lavoro, 1 di pausa pranzo) via da casa, perché non la distanza mi impedirebbe comunque di tornare a casa per il pranzo. E sono fortunato che non sono quasi mai necessarie ore straordinarie. Per andare e tornare dal lavoro ci vuole circa un’ora, un’ora e mezza. Quindi siamo a 10 abbondanti ore fuori da casa.
Al mattino, mia figlia dorme ancora quando parto. Alla sera si deve cenare, sistemare un attimo la cucina e si passano insieme circa tre ore, cercando lo spazio per giocare un po’. Può tutto questo essere sufficiente, non solo per V., ma anche per me, come padre? O ancora, può essere sufficiente vedere la propria bimba sempre e solo nello stesso momento della giornata, andando a perdere tutti quei progressi che un genitore ama e che capitano sempre durante il giorno?
Ve la pongo in un altro modo: adesso verso le 8 di sera comincia già a fare buio, e questo dura per diversi mesi. Bene, un padre che lavora non vede mai, durante la settimana, la propria figlia alla luce del giorno.
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Ci penso molto a questa situazione, quando nascerà mio figlio a Gennaio. Fortunatamente, per ora, il lavoro è vicino casa, e finisco alle 17.30 il lavoro. CErto non sempre è cosi, lavorando nel campo telelfonico, non sempre il mio orario è stabile, anzie è quasi sempre instabile…. Quindi mi chiedo come può crescere un cucciolo, senza il padre vicino per più di tre-quattro ore. Stessa cosa per la madre. PEr questo cercherò di essere il più vicino possibile al mio cucciolo e alla mia orsetta, in modod da non negare il DIRITTO di crescita del bimbo insieme ad i propri genitori.
Un saluto.
hai ragione,ma prova a lavorare solo per 5 ore al giorno per 800 euro al mese…poi sarebbe molto difficile far vivere bene una famiglia.secondo me dovresti essere orgoglioso di quello che fai per la tua famiglia.
Dany, io sono contento delmio lavoro e di quello che faccio per la mia famiglia. E la mia piccola famiglia è fantastica. E sono convinto che non si possa mandara avanti una famiglia con 800 euro al mese. Concordo con te al 100%.
Sarebbe bello però che questa società non fosse così “lavoro-centrica”. Che il lavoro sia importante nessuno lo nega, ma non è detto che siano sempre necessarie le famose otto ore al giorno.
Nell’800 si riteneva che ci volessero 12-14 ore di lavoro al giorno in fabbrica. Invece, evidentemente non erano così necessarie, visto che ora mandiamo avanti il mondo con meno ore (mi autocontraddico dicendo però che forse “noi” sfruttiamo il lavoro degli altri in altre parti del mondo).
Alla fine: siamo sicuri che questa impostazione sociale non sia modificabile senza temere di che il mondo crolli? Una domanda per i miei figli o probabilmente per i miei nipoti!