Tre punti di vista su una antica macchina da cucire

Mio nipote stava giocando una una vecchia macchina da cucire a pedale, come quella della Singer in foto (e probabilmente era proprio quel modello).

Nella stanza c’erano tre persone, una zia, uno zio e la mamma.

macchina-da-cucire

Vedendo la “foga” con la quale faceva andare la povera macchina da cucire, peraltro ancora funzionante, tutti e tre si sono rivolti a lui dicendogli una cosa, ma ognuno secondo il suo punto di vista:

  • zio: vai piano che rompi l’ago
  • zia: attento a non bucarti un dito
  • mamma: sta fermo e basta!

Sembra stupido, ma le tre frasi nascondo modi di vedere quel gioco completamente diversi.

Lo zio, abituato ad attrezzi, lavori manuali con trapani, saldatrici, cesoie, vedeva nella macchina da cucire un attrezzo come tanti altri che andava usato nel modo giusto per non romperlo.

La zia ha visto nel gioco con la macchina da cucire un pericolo, tra l’altro abbastanza remoto anche se non impossibile e non si è preoccupata che la macchina potesse rompersi, tanto non la usa, ma piuttosto che il ragazzino si potesse fare male.

La mamma, che probabilmente ne ha viste un quantità indescrivibile di queste scene, si è limitata a esprimere il suo “non ne posso più” ammonendolo di smettere. Non era una questione di pericolo o di possibilità di far danno, solo di finirla e di andare a fare qualche atro tipo di gioco.

 

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